Cronaca
maggio 20, 2015 2567 Visualizzazioni

Stroncato da un infarto, Giuseppe Chiarotti morto nella notte a soli 52 anni

Stroncato da un infarto, Giuseppe Chiarotti morto nella notte a soli 52 anni

E’ arrivata nel cuore della notte, con quel suo passo subdolo, felpato, silenzioso, inconfondibile eppure inatteso. E’ arrivata così, alle 2,45 della notte tra lunedì e martedì, la morte per Giuseppe Chiariotti, 52 anni, nato a Cingoli ma residente con la famiglia in via Galilei a Chiaravalle. E lo ha colpito al cuore. Quel cuore che non aveva mai dato segni di sofferenza o scompensi, quel cuore forte e amorevole di padre e marito appassionato ed attento alle esigenze della famiglia, della moglie Palmina Gagliardini, delle adorate figlie Arianna e Chiara. Quel cuore grande e buono ha tradito Giuseppe Chiariotti: l’infarto è giunto come una stilettata improvvisa mentre Giuseppe dormiva e la moglie Palmina si è subito resa conto che il respiro del marito si era fatto affannoso e greve. Giuseppe stava soffocando e gli occhi erano già vitrei. Palmina ha gridato, la figlia maggiore Arianna le è corsa accanto, ha chiamato il vicino di casa Claudio Pergolini che si è prodigato nei soccorsi. Presto sono giunti i militi del 118 che per un’ora hanno provato a rianimarlo col massaggio cardiaco.

Non c’è stato nulla da fare – dice Arianna, figlia prostrata dal dolore ma molto disponibile, all’ultimo esame di scienze pedagogiche all’università di Macerata mentre la sorella Chiara frequenta l’ultimo anno del liceo scientifico – un fulmine a ciel sereno. Mio padre soffriva di colite ulcerosa ma nulla a che vedere col cuore che è sempre stato sanissimo. Anche i medici ci hanno detto che le due cose non sono assolutamente da mettere in relazione”.

Chiariotti era capofficina alla Nova Idro Diesel di Jesi ed era un gran lavoratore. “Amava il suo lavoro e prima quello di camionista, come amava la montagna e la campagna di Villa Strada di Cingoli dove era nato. Poi gli piaceva andare a ballare con mamma la domenica. Era un padre premuroso ed attento e gli piaceva raccontare di quando era militare in Friuli: tutti odiavano la leva ma lui ne parlava con affetto”.
La cerimonia funebre si terrà domani alle 15,30 nell’abbazia di S.Maria in  Castagnola.

di Gianluca Fenucci

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