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aprile 8, 2015 1248 Visualizzazioni

PRC Chiaravalle: “Rincuora il no della giunta comunale al megastore nell’area dell’ex dopolavoro”

PRC Chiaravalle: “Rincuora il no della giunta comunale al megastore nell’area dell’ex dopolavoro”

Rincuora sapere che la giunta comunale ribadisce il suo no al megastore nell’area dell’ex dopolavoro (la denominazione fintecna fa solo di confusione).

L’arrivo della polizia giudiziaria negli uffici del comune, però, pone altri problemi, suscita altre domande e, soprattutto … può consentire una possibilità.

I problemi riguardano l’iter che ha portato all’acquisizione dell’area da parte della società Servizi srl. Le variazioni d’uso in itinere hanno consentito una valorizzazione progressiva dell’area senza che l’agenzia statale, che ne curava la vendita, fosse messa al corrente di queste procedure e quindi intervenisse sul valore d’acquisto.

Le domande sono volte a sapere quali sarebbero oggi i costi per una riacquisizione o, peggio, le quote risarcitorie alla proprietà dell’area in caso di diniego delle autorizzazioni per il supermercato (il sindaco parla di milioni di euro).

La possibilità invece riguarda il Chiostro, ceduto improvvidamente e in fretta alla parrocchia, con un atto, a quanto pare, illegittimo. Lo smembramento del principale monumento cittadino (per quanto non dubitiamo la parrocchia ne faccia buon uso) mutila ogni progetto omogeneo di valorizzazione del complesso edilizio, della piazza e più in generale del centro storico e inibisce progetti (ma l’amministrazione attuale ne ha uno?) che consentano la possibilità di dare dinamismo nuovo, sociale ed economico alla città.

Riacquisire quella parte, per altro senza costi, significherebbe quindi, non solo rimediare ad una illegittimità ma proporre alla città, magari con un serio coinvolgimento di cittadini e associazioni, una riflessione e un progetto.

Quindi ci attendiamo parole chiare e atti conseguenti, la volontà della maggioranza in comune si misurerà dagli atti. i lamenti e i proclami non cambiano le cose, anzi in questo caso rischiano di regalare a Chiaravalle un “cratere urbanistico”, che può durare decenni, capace di inghiottire quel che resta di un centro città già in disarmo e in difficoltà.

da Circolo del PRC di Chiaravalle

1 Commento

  • ऀLeggo da qualche tempo i sempre più numerosi articoli di stampa riguardanti l’ex Agenzia Tabacchi e l’Area Fintecna ( per intenderci con i chiaravallesi, l’Area, quest’ultima, del vecchio Cinema CRAAL,della vecchia Arena e della Pizzeria Spazio Verde), oltre che le prese di posizione che sull’argomento vengono pubblicate su questa meritoria testata on-line. Su di esse si sta intessendo un fecondo dibattito (arrivato persino a livello nazionale con i vari Sgarbi, Stella, parlamentari,etc) fra la parte più consapevole della nostra opinione pubblica. Con l’esperienza di chi segue, da più tempo come me, le vicende della nostra Chiaravalle, posso infatti dire che gli scempi urbanistici maggiori si sono potuti realizzare, a parte la deleteria deregolamentazione che la materia ha conosciuto negli ultimi 15 anni ad opera di un legislatore, a dir poco, improvvido, si sono potuti realizzare, dicevo,anche, se non soprattutto, a causa dell’assenza totale –purtroppo assecondata da chi amministrava la cittadina- della partecipazione consapevole del cittadino sovrano che veniva a sapere dell’opera solo al momento della costruzione delle fondamenta della stessa e quindi, ormai, troppo tardi per porvi rimedio. Ben venga, perciò il risveglio delle coscienze.
    A Chiaravalle i pochi momenti in cui sono stati attivati passaggi di partecipazione democratica popolare (non essendo possibile considerare tali le riunioni ristrette al massimo, causa il crollo della partecipazione alla vita dei partiti iniziata fin dall’inizio degli anni 80’, che caratterizzavano l’attività politica dell’allora P.C.I.-P.D.S. chiaravallesi ), i soli che possono dar luogo alla buona urbanistica, si contano sulle dita di una mano. Io ricordo gli incontri, affollati, che si tennero nella vecchia sede della Biblioteca comunale nel biennio 1974-1975, con la presenza dell’Architetto Stefano Pompei, in occasione della predisposizione della “Variante specifica” da lui redatta, che poi determinò quella svolta urbanistica di cui tutt’ora beneficiano i cittadini chiaravallesi ( si pensi al Parco Allende ed agli insediamenti lì adiacenti, al Parco 1^maggio, agli insediamenti accanto alla Scuola Media etc. ).
    Premesso ciò, ritornando alle cose all’inizio richiamate, da cittadino, non posso non plaudire al fatto che, a seguito delle notizie pubblicate sulla stampa locale con le quali finalmente si fa piena luce su quanto in verità contenuto nella legge dello Stato italiano del giugno 1985 – legge grazie a cui il Comune divenne proprietario dell’Ex Agenzia tabacchi- si possa finalmente riaprire il dibattito su quali siano le destinazioni più idonee, che più servono alla nostra collettività, di quegli spazi del Chiostro che, in maniera improvvida (uso volutamente un eufemismo), nel 2010 l’Amministrazione comunale cedette per 100 anni alla Parrocchia, attraverso quelle modalità.
    Così come diventa indispensabile, nel caso in cui venissero meno – per i vincoli di varia natura nel frattempo emersi – le condizioni per la realizzazione del progetto del Supermercato nell’Area Fintecna, che si avviino iniziative di ascolto pubbliche sulla più idonea destinazione da dare a quell’Area , così cara alla memoria ed alla storia dei chiaravallesi, verificando anche le possibilità di intercettare, sulla base di Progetti seri, risorse regionali e/o comunitarie.
    Al riguardo i cittadini debbono sapere, a testimonianza delle tante violazioni della legittimità che hanno accompagnato il procedimento con cui la Fintecna divenne, alla fine del 2003, proprietaria di quell’Area, che il sottoscritto, con nota del 31 ottobre 2005 chiese sia alla Soprintendenza che alla Direzione regionale dei Beni culturali se le stesse fossero state chiamate a verificare l’esistenza dell’interesse culturale di tale bene, verifica prevista ai sensi dell’art.27 della legge 326/2003. Il Direttore regionale dei BB.CC., con nota prot.6482 del 15 novembre 2005 mi rispose affermando che “nessuna verifica era stata loro richiesta da parte del Ministero”. D’altra parte non c’è da stupirsi, eravamo ai tempi di Tremonti, iniziava l’era delle cartolarizzazioni che tanti danni hanno e stanno provocando alle casse dello Stato ed a quelle dei cittadini onesti, a vantaggio dei soliti noti. Non ci si fermava di fronte a nessuna regola.
    Un inciso: voglio cogliere l’occasione per esprimere solidarietà e vicinanza a Isabella Conti, Sindaco di San Lazzaro di Savena che l’anno scorso, appena eletta, ha bloccato un progetto milionario di speculazione immobiliare-edilizia, la solita cordata di cemento appaltata alle coop, per un complesso di ben 582 alloggi. Un coraggio, quello della Conti, che è incominciato finalmente ad emergere anche qui da noi, quando, 2 anni fa si sono è insediata l’attuale Amministrazione di Chiaravalle che si era presentata con un programma, anche sul versante della gestione del territorio, innovatore, con l’obiettivo strategico del consumo di suolo 0. Obiettivamente dobbiamo dire che l’Amministrazione sta operando coerentemente, basti pensare, fra gli altri, a questi due positivi risultati: 1)alla Variante con cui sono stati recuperati ad uso pubblico, comunque salvaguardandoli rispetto ad operazioni speculative, ben 25 ettari di ex Aree bianche. Se, al riguardo, 20 anni fa gli allora amministratori avessero avuto analoga sensibilità, non avremmo l’impianto di Benzina di Via Verdi a ridosso del Centro storico che tante proteste, giuste, provocarono da parte dei cittadini; 2) alla Variante sui Garages sotterranei che non potranno più essere realizzati nel nostro territorio. . I nostri attuali amministratori sappiano che la stragrande maggioranza dei chiaravallesi è con voi e vi chiede di proseguire coerentemente su questa strada, vicino alla gente.
    Non posso qui non ringraziare Gianni Aquili, un uomo tenace che da amministratore, pur fra tante resistenze ed ostilità preconcette da parte del partito al quale, a suo tempo, anche io facevo parte, è riuscito a rendere la nostra cittadina, non solo dal punto di vista urbanistico, un punto di riferimento fra i Comuni a noi vicini, grazie all’utilizzo di competenze, come quelle di Stefano Pompei, esponente, nel settore, di livello nazionale. Dopo la sua esperienza amministrativa, bruscamente interrotta ad opera di forze che hanno fatto ritornare indietro l’esperienza innovatrice di quella bella stagione, è stato alimentato il ritorno alla grande degli interessi speculativi. Fino all’insediamento, sopra ricordato, dell’attuale Amministrazione, nella primavera del 2013.
    In tutti questi lustri, purtroppo inascoltato, Gianni, con i suoi scritti, ha sempre rivendicato caparbiamente, il rispetto delle regole contro una pianificazione del territorio, qui a Chiaravalle -così come in tutta la provincia, la Regione, il Paese- che ha fallito palesemente nel momento in cui oggi, con una semplice variante- magari scaturita dalla famigerata edilizia contrattata introdotta 15 anni fa con le riforme Bassanini- può essere stravolto qualunque P.R.G.. Ciò, come conseguenza anche del fatto che l’Italia, unico Paese dell’Europa, non è ancora dotato di una legge “sul suolo” che ne salvaguardi l’uso così scriteriato( ne vediamo le conseguenze con le ultime alluvioni che hanno interessato anche Chiaravalle)che se ne sta facendo a favore dei soli speculatori e contro gli interessi della collettività e delle future generazioni.
    Condivido, infine, in pieno, la proposta di Gianni affinchè il Consiglio Comunale che verrà a breve convocato, in forma aperta alla cittadinanza, ad hoc sulla vicenda Fintecna-Chiostro, autorizzi l’amministrazione cittadina ad incaricare un professionista autorevole nel redigere una Relazione con la quale, fra l’altro, si certifichi, dal 1980 in poi, quanto è stato costruito, qual è la densità edilizia, l’entità effettiva degli standard realizzati, etc.. Una operazione verità che, malgrado richiesta in tutti questi anni dalle forze culturali, sociali, politiche, da semplici cittadini più sensibili di Chiaravalle, incominciando da Gianni Aquili, non ha mai avuto risposta, oppure veniva solo affermato, dagli Amministratori che” tranquilli…a Chiaravalle rientriamo ..negli standard di legge…”, non fornendo però mai ai cittadini i dati. Senza una ricostruzione seria della verità del dato, come è facile comprendere, viene a mancare la condizione essenziale – a supporto anche dei nostri coraggiosi amministratori- per affermare quella svolta urbanistica partecipata che salvaguardi, da un lato, quei restanti lembi di territorio sottratti alla speculazione e nel contempo riqualifichi, salvaguardandoli da ulteriori attacchi speculativi, quelle poche aree rimaste libere del Centro storico e limitrofo.
    Cittadini/e, fatevi sentire!
    Sergio Refi

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