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aprile 9, 2015 2111 Visualizzazioni

L’unione fa la forza… e “L’altra parte della Luna”

L’unione fa la forza… e “L’altra parte della Luna”

Un bravo giornalista, uno di quelli che fanno recensioni che fanno tremare, parlando de “L’altra parte della luna”, l’ultima opera rock della vicaria di Chiaravalle andata in scena domenica 5 e lunedì 6 aprile presso il palasport di Chiaravalle registrando il tutto esaurito, parlerebbe di ciò che non ha funzionato, delle piccole imperfezioni e stonature, di problemi tecnici e registici di ogni sorta.
Non è questo il caso.

Chi scrive ha potuto assistere alla prima delle due rappresentazioni e tutto quello che c’è da dire va ben oltre la mera analisi tecnica dello spettacolo. Non è davvero questo il caso.

Come ha rimarcato il Sindaco Costantini in apertura “è bello vedere come gli sforzi di centinaia di persone si convoglino in un unico progetto”. Questo è il ricordo più nitido che chi ha assistito alle tre ore (circa) del musical porta con sé: lo stupore nel pensare che decine e decine di chiaravallesi e non, giovani e meno giovani, si siano uniti per creare un qualcosa di grandioso e dall’indiscusso valore artistico e musicale.

“L’altra parte della luna” presenta una trama molto classica (Berlino, il muro, un amore diviso da tonnellate di cemento) con un’intelaiatura musicale innovativa che spazia dal pop al funky, fino a toccare qualche velata atmosfera progressive alla Jethro Tull.

I personaggi principali sono molto ben caratterizzati sia per interpretazione che musicalmente, specialmente per scelte come il ritmo marziale che accompagna l’entrata del Capitano Falko (interpretato da Riccardo Favi, uno dei migliori sul palco capace di far funzionare bene il ruolo del villain) o il brano in cui Elvira (Silvia Giuliani) convince i sovversivi ad accettarla con loro.

Simpatici e divertenti gli intermezzi comici del sergente con i due soldati “molto” semplici Frik e Toni (Francesco Castelli, Pietro Campana e Stefano Mandolini), che hanno saputo rompere la tensione con un ruolo da coro greco un po’ pasticcione portando avanti così parti di trama non completamente analizzate durante gli intermezzi musicali. Menzione a parte per il personaggio di Otto (Gianmaria Sagrati) sorta di Peter Pan che vivendo sul muro può vedere il bello e il brutto di entrambe le parti, un tributo all’ambivalenza, unico vero personaggio onnisciente che sarà determinante per lo svolgimento narrativo dell’opera.

Ben intesi, “L’altra parte” non è certo un’opera di professionisti, la perfezione sta altrove ma è proprio questo a darle una forza incredibile. Ragazzi di 15/16 anni che cantano, ballano, suonano e recitano accanto ad adulti di 30, 40 o 50 non si vedono tutti i giorni, specialmente in un progetto condiviso che ha portato via loro oltre 3 anni per la realizzazione.

L’unica recensione possibile è un grosso applauso a chi è riuscito a coordinare tutte queste maestranze di tecnici e artisti (Marco Fulgenzi, Luciano Frittelli e Tonino Chiuchiù su tutti) e consigliare vivamente a tutti la visione dell’“Altra parte”, uno spettacolo che unisce e fa riflettere sul recente passato dell’umanità, specialmente considerato che, purtroppo, di mura che tentano di dividere i popoli è a tutt’oggi pieno il mondo.

di Francesco Mandolini

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