Cronaca
aprile 17, 2015 1433 Visualizzazioni

L’ospedale di Chiaravalle sta morendo, monito della Cisl

L’ospedale di Chiaravalle sta morendo, monito della Cisl

Non si può più aspettare: per l’ospedale di Chiaravalle si è già perduto troppo tempo”. Davide Larice della Cisl dell’ospedale Montessori denuncia il fatto che sono passati 8 mesi da quando è stato presentato il progetto di convenzione tra la struttura sanitaria chiaravallese e l’azienda “Ospedali Riuniti” di Ancona e, nonostante i molteplici incontri tecnici tra le rispettive dirigenze, l’attività di formazione agli operatori, i sopralluoghi e le verifiche, non si è riusciti ad arrivare alla firma della convenzione e all’avvio dell’attività.

Ogni commento è superfluo – dice Larice – ed in questo intollerabile ritardo si rivela tutta la drammatica situazione di incertezza del Montessori, una situazione che non può più continuare e deve avere tempi certi di soluzione”.

La cronaca si interseca con l’indignazione perché da agosto 2014 ad oggi, da un lato è stato chiuso il punto di primo intervento nell’orario notturno ed è stata ridimensionata la lungo degenza e dall’altro si è provveduto a preparare la struttura per una attività in convenzione che tarda però ad essere attivata. “Dal mese di marzo 2015 doveva partire l’attività chirurgica minore che Torrette decentrava su Chiaravalle, ma, nonostante la formazione del personale, nulla è stato ancora attivato. Insomma ciò che si poteva ridurre si è ridotto ma nulla di quanto doveva essere attivato si è implementato”.

Nel frattempo, altre difficoltà emergono nell’attività sanitaria del Montessori: ad esempio quella relativa al punto prelievi, che deve affrontare una carenza di personale che può metterne in crisi l’operatività. “Non vorremmo che questi continui e indefiniti ritardi – prosegue l’esponente della Cisl – fossero solo la copertura per una strategia che mira a spogliare del tutto questa struttura. Non possiamo più tacere. Chiediamo maggiore attenzione per il futuro dell’ospedale di Chiaravalle, per l’assistenza sanitaria del territorio della bassa Vallesina. Non vorremmo dover aspettare i tempi della politica, con le sue speculazioni pre e post elettorali, che non coincidono con i tempi dei bisogni dei cittadini. Gli operatori sono stanchi di subire una fase di passaggio carica di indefinitezza che ha il sapore della vendetta per aver difeso il diritto alla salute e i cittadini non meritano di subire lo smembramento delle strutture di servizio che negli anni li hanno assistiti e curati”.

di Gianluca Fenucci

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