Politica
dicembre 1, 2014 1599 Visualizzazioni

Lettera aperta alla città

Lettera aperta alla città

Riceviamo e pubblichiamo una lettera aperta alla città firmata da Gianni Aquili, Giuliano Brandoni, Tiziana Marcucci, Ennio Mencarelli.

Non da oggi abbiamo davanti agli occhi le immagini dei disastri ambientali: oltre alle perdite umane, alluvioni, frane, discariche abusive, industrie inquinanti fuori controllo, terreni agricoli, città e paesaggi devastati dalla speculazione edilizia e dall’ingordigia dell’accumulare denaro, costi quel che costi.

E’ ora che tutti noi cittadini ci assumiamo le nostre responsabilità, alla luce del sole e facendo anche ammenda dei nostri silenzi, delle volute o meno complicità, ma anche del nostro impegno non sempre adeguato a scongiurare il disastro ambientale. Dobbiamo essere profondamente convinti e quindi agire di conseguenza, per impedire che in Italia e a Chiaravalle si consumi e si devasti altro territorio. E’ urgente dimostrarlo con i fatti attraverso l’iniziativa popolare, chiamando tutti i cittadini alle proprie responsabilità e in modo più determinato a quelle istituzionali, politiche e sociali, sollecitando anche chi ha conoscenze e capacità culturali, scientifiche e specialistiche. Nessuno può tirarsi indietro, nessuno potrà dire io non sapevo….

Il paese (Chiaravalle) è piccolo, la gente mormora, quindi chi più chi meno sappiamo e vediamo ciò che è accaduto ed accade. Di qui la necessità e l’urgenza di prendere iniziative conseguenti, con coraggio, lungimiranza e determinazione. Non è più tempo di lasciare ad altri e soprattutto ai pochi e per di più interessati, il destino della nostra città. Ogni atto che si compie sul nostro territorio deve riguardare tutti, non ci sono alibi. Quindi vogliamo partecipare per conoscere, proporre e orientare le scelte che andranno a ricadere sull’ambiente e sul territorio.

Elenchiamo nelle grandi linee alcune questioni che a seconda del modo, del tempo e delle motivazioni incideranno sul futuro della città oggi e delle generazioni a venire:
– L’ex area Fintecna – Il Consorzio Agrario – L’area a fianco piazza delle erbe – quella dietro la biblioteca – le aree libere rimaste dentro il perimetro urbano – nonché le zone indicate e approvate per nuove lottizzazioni –
In questo contesto chiediamo che si inizi nel concreto a recuperare tutto il tessuto edilizio esistente orientandone il rinnovamento e l’utilizzo attraverso le nuove tecniche ed esperienze in particolare nel campo antisismico, del risparmio energetico e avendo come orientamento i flussi di insediamento e di composizione famigliare attuali e di prevedibili nel futuro.
In questo nuovo contesto andrà rivisto il problema del traffico, dei parcheggi e delle zone pedonali, delle piste ciclabili e dei percorsi pedonali in modo da garantire una vera socializzazione riconosciuta e vera tra la comunità, favorendo il reinsediamento di molteplici attività commerciali ed artigianali compatibili con questo indirizzo.

Una nuova politica va immediatamente sviluppata per rendere sicuro il nostro bacino idrico (fiume, torrenti, fossi scolmatori in campagna e lungo le strade, nonché la regimentazione delle acque meteoriche delle fognature, anche in conseguenza di fenomeni climatici sempre più imprevisti e devastanti. Per questo compito, come per altri dovranno essere responsabilizzati gli enti istituzionali, ma soprattutto le popolazioni che abitano il comprensorio, almeno della bassa valle dell’Esino.

Questo è il nostro appello ed il nostro contributo, che vogliamo far giungere a tutta la comunità ed a tutte le istituzioni rappresentative. Questo impegno è sociale e politico ad un tempo, ma soprattutto morale. Perciò chiamiamo tutti i cittadini senza nessuna discriminazione, come prevede la nostra Costituzione, di contribuire a realizzare e ad arricchire questa iniziativa e aderendo alla costituzione di un coordinamento di cui questo documento è la base.

di Gianni Aquili, Giuliano Brandoni, Tiziana Marcucci, Ennio Mencarelli

3 Commenti

  • inserire un “mi piace” sarebbe stato poco.
    GRAZIE di cuore
    Grazie perché i vostri toni garbati e la serietà nell’ affrontare argomenti importanti , il ritenere fondamentale prendere iniziative con coraggio e lungimiranza e non polemizzare sugli errori degli altri, ma anzi facendo ammenda dei propri silenzi, mi hanno incoraggiato a pensare che, aldilà delle proprie fedi politiche , se veramente cominciassimo a considerare il nostro territorio come bene comune, forse potremmo fare qualche passetto avanti e soprattutto nella direzione giusta.

  • Che un personaggio da sempre missino e poi ondivago sia garbato e usi toni garbati è tutto un dire.Come sembra molto strano questo allearsi tra persone di vario genere,di vecchi partiti,di schieramenti così differenti.Staremo a vedere:a me piace dire le cose come stanno e le responsabilità sull’area ex Fintecna come sul Consorzio Agrario e su tutte le cose malfatte a Chiaravalle hanno un nome e un cognome: PD cioè Partito della Distruzione e del Disordine.Possiamo raccontarci favole ma al potere a Chiaravalle da decenni ci sono sempre i soliti noti che manovrano da dentro stanze di bottoni e segreterie di partito

    • Caro Franco,
      evidentemente Ti riferisci a me e, altrettanto evidentemente, non hai mai avuto l’occasione di frequentarmi. In caso contrario sapresti che sono di natura garbato e, normalmente, uso toni cortesi anche nelle discussioni più accese. Al contrario di quello che sostieni, sono tutt’altro che “ondivago”: termine che, avendo etimologicamente la stessa radice di “onda”, sta a indicare una persona che si lascia trascinare tra i flutti di mare, un po’ di qua, un po’ di là.

      Personalmente sono stato missino sino a quando è esistito il MSI; sono stato in Alleanza Nazionale quando il MSI è stato assorbito dal nuovo Partito e, negli ultimi tempi del mio precedente impegno politico, quando A.N. è confluita nella PdL, avevo aderito alla Destra di Storace. Come vedi se mai ondivago sono stato, lo sono stato tra Destra e Destra un po’ più radicale.

      Quel che è certo che in oltre 20 anni di impegno politico istituzionale (al Comune di Chiaravalle e alla Provincia di Ancona) e professionale mai, dico mai, sono stato nemmeno sfiorato dal sospetto di aver avuto qualche interesse personale nelle battaglie in cui mi sono impegnato.

      Poi nel 2008, quando ho preso definitivo atto dell’assoluta inemendabilità dello stato di miseria politico-intellettuale della classe dirigente partitica (di tutti i partiti e a tutti i livelli), mi sono dimesso, non ho più votato e non mi sono iscritto più a nessun Partito, men che meno a quelli che del tutto abusivamente si definiscono di Destra o di Centro Destra dopo aver distrutto, in decenni di politica dissennata, anche il solo ricordo di cosa debba essere un formazione realmente di Destra (rispetto delle proprie tradizioni, rispetto della legalità, assunzione dei rischi e delle conseguenze delle proprie azioni, senso di appartenenza ad una comunità che condivide storia, valori, istituzioni, disinteresse personale nell’impegno politico,ecc. ecc., e mi fermo qui).

      Per quanto concerne poi la questione specifica dell’area ex Cral e, più in generale quella della gestione dell’Urbanistica e del Territorio a Chiaravalle, evidentemente non sai che chi ha sottoscritto la lettera aperta ha da almeno 20 anni condiviso, al di là delle differenze politico-culturali personali e degli schieramenti di appartenenza, la stessa posizione e le stesse critiche riportate lì e, Ti sembrerà strano, io ho trovato uno dei più appassionati, capaci e disinteressati sostenitori di queste battaglie consiliari nell’amico Franco Favilla, recentemente scomparso, che fu per lunghi anni Consigliere comunale di Rifondazione Comunista.

      Personalmente, poi, ho pubblicato un Libricino nel 2008 che narrava tutte le “nefandezze” commesse nell’urbanistica di Chiaravalle dal 1994 al 2008: si chiama il “Libro nero dell’urbanistica” e oggi puoi trovarlo solo su qualche sito on line.
      Ebbene se Ti prendi il disturbo di cercarlo ci troverai, tra le altre, la completa narrazione di quello che io nel 2008 pensavo si sarebbe scatenato attorno all’area Fintecna: non ne sbagliai una! Stammi bene.

      Ennio Mencarelli

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