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febbraio 19, 2015 1096 Visualizzazioni

Le reazioni in casa Biagio dopo la sconfitta in Coppa

Le reazioni in casa Biagio dopo la sconfitta in Coppa

Verrebbe da dire che è stato bello finché è durato. Ma poi sorge il problema che non è durato quanto avremmo voluto, quanto avremmo sperato, quanto ad un certo punto si era anche creduto. E allora ecco che il giorno dopo ci si lecca le ferite, perché anche se parliamo di sport, parliamo pur sempre di passioni e quando si infrangono dei sogni, il dolore c’è.

La lunga serie di calci di rigori del Bernicchi regala dunque l’ennesima gioia di stagione ai padroni di casa del Città di Castello, e al tempo stesso dà uno schiaffo forte in pieno volto alla Biagio Nazzaro che a questa Coppa Italia stava affidando buona parte delle proprie speranze di gloria stagionali.

Dispiace per i giocatori perchè meritavano di passare il turno, e dispiace per i tifosi, perchè ci hanno dato una carica incredibile, purtroppo però pur avendo giocato una buona partita, sopratutto nel primo tempo, non è bastato.” Queste le prime parole di Mister Fenucci il giorno dopo l’amara trasferta in terra umbra.

Nella ripresa abbiamo un pò sofferto in apertura, poi tutto è cambiato dopo il generoso rigore dato a Porricelli, tra i più forti giocatori di tutta la categoria (21 gol in 22 partite ndr), che grazie alla sua esperienza si è cercato il contatto in area che, ripeto, mi è sembrato tutto tranne che un rigore solare. Il gol li ha caricati mentre a noi è venuto un pò di braccino. Dopo il loro raddoppio ci siamo ricompattati e in fin dei conti gli abbiamo concesso solo un 15-20 minuti.

A proposito di rigori… “Può succedere sempre di tutto, però fa rabbia che a sbagliarlo sia stato anche Giovagnoli che, forse non tutti lo sanno, terminata ogni seduta di allenamenti tira almeno 50 rigori! Il cambio tra i pali? Non era assolutamente una mossa della disperazione, ma l’ho fatto per due motivi precisi. Il primo perchè Falcetelli, oltre ad avere più esperienza forse è un pò più esplosivo e il fatto che abbia toccato quasi tutti i rigori e l’unico parabile lo abbia intercettato, ce lo conferma. E poi perchè volevo dare il segnale che tutti sono intercambiabili; inoltre Falcetelli aveva contribuito alla vittoria della Coppa regionale avendo giocato la Finale di Fermo.

Fenucci si vuole però togliere anche qualche sassolino. “In un calcio dove Lotito si lascia andare a dichiarazioni come quelle apparse nei giornali negli ultimi periodi, ci sta purtroppo che anche nel calcio dilettantistico si ragioni seguendo la logica che le ‘piccole’ non devono salire di categoria lasciando invece strada a Società che rappresentano città più grandi. Lo avevo detto già mercoledì scorso, e molti credevano che stessi mettendo le mani avanti; sapevo invece quello che stavo dicendo. Ringrazio Bottacchiani (Consigliere Regionale Figc ndr) per essere venuto, ma se fosse venuto anche Cellini (Presidente Figc Marche) forse poteva esserci nei nostri confronti una tutela maggiore.

Il Direttore Sportivo Idà, a poche ora dalla partita, tramite Facebook si lascia andare ad una dichiarazione d’amore verso questi colori. “A prescindere dal risultato ed ancora con l’amaro in bocca voglio dire grazie a Voi tutti tifosi che anche oggi avete dimostrato di essere grandi… Non vi cito uno ad uno perché eravate tanti però siete grandi e l’unica ragione di continuare a fare calcio a Chiaravalle e solo a Chiaravalle. Grazie di cuore, la stagione non è finita stiamo uniti e andare fuori regione diventerà un’abitudine.

Già, i tifosi. Commoventi. Passeggiando per le vie del centro si incontravano solo volti di Chiaravalle, e allo stadio sembrava di essere al Comunale. La delusione era tanta, ma nessuno ha protestato o fischiato, anzi, sia allo stadio che nei vari social network molti sono stati i messaggi di incoraggiamento per Giovanni Fenucci, Capitano dei rossoblu, poco fortunato dal dischetto al momento del rigore decisivo.

Ripartiamo dalle ultime parole del DS, la stagione non è ancora finita. Anzi, c’è una salvezza ancora da raggiungere e perchè no, un posto nei playoff da conquistare. Se la squadra saprà trasformare la rabbia in carica agonistica nessun traguardo è precluso.

di Giovanni Romagnoli

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