Cronaca
marzo 8, 2015 2116 Visualizzazioni

Le reazioni dopo l’incendio dello scuolabus

Le reazioni dopo l’incendio dello scuolabus

Vogliamo sapere la verità e vogliamo sapere perché nessuno ci ha avvertiti del problema che avevano avuto i nostri figli. Non è nostra intenzione sollevare polveroni ma non fa bene a nessuno nascondere la testa sotto la sabbia o minimizzare come sta cercando di fare qualcuno”. Sono decisi i genitori di molti alunni dell’istituto comprensivo Montessori che ieri mattina hanno vissuto momenti di paura dopo che sullo scuolabus sul quale viaggiavano si era sviluppato un principio di incendio sulla variante alla strada statale 16 in prossimità della galleria Orciani.

I genitori sono arrabbiati soprattutto perchè i loro figli viaggiavano su un pulmino vecchio di oltre trent’anni, “e non di dieci come ha detto qualche esponente istituzionale cercando di salvare la faccia” – dicono i genitori – e perché solo alcune famiglie – quelle i cui figli sono stati accompagnati all’ospedale di Torrette in preda a crisi di panico e di pianto – sono state avvertite dai vertici dell’istituto mentre i genitori degli altri alunni non hanno ricevuto notizie ed hanno appreso da altre fonti la notizia dell’incendio dello scuolabus.
Inoltre, vogliamo sapere che cosa ha causato l’incendio perché alcuni hanno parlato di un problema alla marmitta, altri al motore, altri ai tubi di conduttura della nafta. Nessuno ci da certezze ed ammette errori, si parla sempre di fatalità – dicono ancora i genitori – ma spesso è la negligenza a causare problemi”.

Certamente a livello di comunicazione si poteva gestire la vicenda in modo più appropriato. Dalla scuola sono giunte notizie frammentarie ed incomplete visto che non si faceva neppure riferimento al fatto che alcuni alunni erano stati trasportati al pronto soccorso di Torrette in preda al panico e in crisi psicologica. Anche dal comune non sono giunte notizie sulle cause del guasto allo scuolabus e l’incertezza ha generato le proteste di molti genitori e cittadini. Inoltre anche il fatto che tre insegnanti seguissero lo scuolabus a bordo di un’altra auto ha fatto pensare che il pulmino fosse sovraffollato ma un tecnico comunale si è affrettato a smentire l’illazione, affermando che sullo scuolabus c’erano regolarmente 43 alunni e due docenti oltre all’autista, il cinquantottenne chiaravallese Roberto Capecci, che appena accortosi del fumo che fuoriusciva dalla parte posteriore del mezzo lo ha fermato in una piazzola di sosta e, con l’aiuto degli insegnanti, ha fatto scendere i ragazzi delle due terze medie della scuola Montessori che erano diretti a Recanati per visitare la casa natale di Giacomo Leopardi.

La gioia di andare in gita – aveva postato con un pizzico di ironia un’alunna sul suo profilo facebook – è durata solo il tempo di vedere il nostro pullman andare in fumo”. Proseguono e diventano veementi le polemiche legate al fatto che i mezzi comunali destinati al trasporto dei cittadini siano obsoleti e che ci sarebbe l’urgenza di sostituirli con altri nuovi ed efficienti. Qualche genitore particolarmente informato afferma che anche i rappresentanti sindacali comunali avevano sollevato il problema dei mezzi vecchi ma nessuno ha preso in considerazione l’idea di sostituirli. “Eppure – dice una mamma particolarmente arrabbiata – con i soldi della discarica si sarebbero potuti acquistare almeno un paio di pulmini nuovi ma evidentemente le priorità di chi ci governa sono altre!”.

di Gianluca Fenucci

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