Cronaca
novembre 5, 2014 1755 Visualizzazioni

Le reazioni dopo l’ennesimo atto vandalico nella scuola chiaravallese

Le reazioni dopo l’ennesimo atto vandalico nella scuola chiaravallese

“Siamo profondamente feriti e addolorati, intimamente colpiti dall’ennesimo episodio di vandalismo che subisce la nostra scuola e fa amaramente riflettere che le protagoniste del grave atto siano due giovanissime ragazze chiaravallesi”. Maria Nadia Gesuè, collaboratrice vicaria del dirigente scolastico Daniele Sordoni, assente da scuola perché impegnato in Germania, non nasconde i sentimenti di tristezza e di mestizia di fronte alla notizia della denuncia scattata nei confronti delle due quindicenni di Chiaravalle sorprese dai carabinieri nel tardo pomeriggio di sabato ad imbrattare i muri dell’istituto comprensivo da pochi giorni intitolato a Rita Levi-Montalcini. La vicepreside Gesuè esterna l’amarezza e la preoccupazione che si respirano all’interno della scuola di via Paganini, teatro negli anni ed anche in un recente passato di tanti episodi di microcriminalità e vandalismo.

Anche Francesco Favi, assessore comunale alla pubblica istruzione ed alla cultura oltre che insegnante di materie letterarie, non nasconde sorpresa ed amarezza. “Da assessore all’istruzione e da insegnante – afferma Favi – consapevole di quanto sia difficile e delicata la tutela degli edifici scolastici e di quali sforzi tecnici ed economici richieda il garantire la loro quantità, qualità e sicurezza, specie in tempi di risorse limitate come quelli attuali, non posso non deplorare l’ennesimo atto vandalico a cui l’istituto Levi-Montalcini è stato sottoposto. Si tratta, a mio avviso, di una forma di bullismo pseudo-creativo: bullismo perché chi imbratta una scuola compie un atto di violenza gratuita a danno non solo di un edificio ma anche e soprattutto di chi in esso svolge o riceve un servizio basilare come quello didattico; pseudo-creativo perché la “bravata a scopo artistico” che spesso i deturpatori adducono come giustificazione del proprio gesto offende la categoria degli artisti veri, “writers” inclusi, i quali non hanno bisogno di agire clandestinamente per dimostrare il loro talento ma concordano con la comunità civile gli spazi e i modi della comunicazione creativa, entro i cui limiti potranno poi esprimersi liberamente”.

L’assessore Favi sottolinea anche altri aspetti tutt’altro che secondari. “L’accanimento che è stato riservato al Levi-Montalcini, ad appena due giorni dalla giornata di intitolazione e ad uno dalla scomparsa della ex dirigente Cipolletta contiene un fondo di sadismo e di cattiveria di cui è giusto indignarsi, auspicando che le autrici del gesto riconoscano le loro responsabilità e ne paghino le conseguenze in termini di giusta sanzione e non di stigma sociale o di gogna mediatica. E, lungi dal voler trasformare la scuola in un bunker, sottoscrivo quanto il sindaco ha detto agli alunni presenti giovedì scorso alla cerimonia di intitolazione e cioè che occorre vigilare sul bene prezioso degli edifici scolastici, la cui salvaguardia coinvolge anche quelle agenzie educative che sono le famiglie, le scuole e soprattutto le coscienze dei giovani”.

di Gianluca Fenucci

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