Politica
aprile 22, 2015 1319 Visualizzazioni

Intervento dell’ex Gruppo consiliare “La Sinistra l’Arcobaleno” sull’area Fintecna

Intervento dell’ex Gruppo consiliare “La Sinistra l’Arcobaleno” sull’area Fintecna

Ciò che sta accadendo ultimamente a Chiaravalle, merita anche il contributo di quell’unica forza di opposizione, l’ex Gruppo consiliare “La Sinistra l’Arcobaleno (Lorenzo Gobbi, Claudio Maderloni, Giacomo De Santis, Monia Mancini, Daniela Bontempo)” che, nella passata amministrazione Montali 2008/2012, ha da sola combattuto contro una politica urbanistica che possiamo definire senza limiti.

Si sta facendo un gran parlare sulla questione della cessione del Chiostro – Area ex Fintecna – Supermercati – Aree degradate ecc., ma si è perso di vista il punto centrale da cui è scaturito tutto ciò dopo anni di silenzio “il motivo per cui indaga la magistratura”. Avendoli vissuti in prima persona (ex Consiglieri 2008/2012), ci limitiamo a raccontare quanto accaduto in passato sulla vicenda, lasciando ovviamente le conclusioni agli organi preposti alle indagini giudiziarie.

L’argomento inerente la cessione del Chiostro alla parrocchia fu, in un primo tempo, portato in Commissione urbanistica; ci venne raccontata tutta la storia a partire da Napoleone e si concluse con la volontà dell’Amministrazione di procedere alla cessione, di fatto, della proprietà. In quella sede ci opponemmo fortemente, fino alla minaccia di denuncia, sia alla Procura che alla Corte dei Conti per danno erariale, riuscendo a fermare quello scempio, purtroppo solo temporaneamente. Infatti passò qualche mese e l’argomento venne riportato di nuovo in Commissione, pochi giorni prima del Consiglio comunale, con una decisione già presa nelle segrete stanze (in pratica prendere o lasciare) con l’escamotage della cessione in diritto di superficie per 99 anni alla parrocchia (che equivale ad una cessione di fatto).

Tale forzatura, così l’abbiamo sempre ritenuta, venne giustificata dall’allora Amministrazione comunale, dalla presenza di bandi pubblici di finanziamento, statali/comunitari, per la ristrutturazione del sito, a cui la parrocchia non avrebbe potuto accedere senza un diritto di proprietà sul bene; di tali ipotetiche fonti di finanziamento o di progetti di ristrutturazione non c’è mai stata alcuna traccia documentale, né in Commissione e tantomeno in Consiglio comunale.

Ebbene, pur concordando il fine sociale a cui sarebbero stati destinati i locali concessi, ritenemmo inaccettabile tale modalità di cessione; in Consiglio comunale però solo noi, come gruppo consiliare “La Sinistra l’Arcobaleno”, votammo contro. In aggiunta c’è poi la questione degli “orti del prete”, una superficie, ora nella disponibilità del Comune che, sebbene dapprima sembrava non avere senso, vennero barattati, come mera merce di scambio, a compensazione per la cessione del Chiostro.

È ovvio che dubbi ne avemmo; all’epoca l’idea della realizzazione di un supermercato nell’area ex Fintecna non era ancora stata prospettata da nessuno, in quanto il mercato edilizio residenziale aveva ancora un discreto valore e proprio gli orti del prete potevano offrire possibilità di parcheggi per nuove abitazioni, come tra l’altro stabilito nel dispositivo della Delibera del Consiglio comunale n. 37 del 21 maggio 2010; dubbi che si rafforzarono quando, ad un certo momento l’amministrazione comunale presentò, in una Commissione consiliare, un ulteriore idea di progetto consistente nell’abbattimento dei plessi della scuola di via Leopardi (Istituto M. Montessori) e conseguente trasformazione della zona in area residenziale.

Ma tutto questo è ovviamente una nostra personale ipotesi, a cui spetterà alla magistratura accertarne i fatti. Certo è che oggi ci troviamo in una situazione molto scomoda, con una parte del Chiostro, sicuramente non piccola come qualcuno ha affermato, di fatto non più in possesso del comune e un area privata che confina con lo stesso, la cui proprietà vanta diritti oramai acquisiti. Negligenza ? Incapacità ? Convenienza politica ? è ovvio che le responsabilità sono attribuibili esclusivamente alle passate amministrazioni comunali che hanno lasciato enormi aree del centro, tra l’altro adiacenti edifici di pregio storico e culturale come la ex Fintecna, nel più completo vuoto normativo, in balia delle speculazioni edilizie.

Fatto sta che, se nel passato quell’area fosse stata oggetto di puntuali vincoli urbanistici, oggi non saremmo qui a parlarne.

da Lorenzo Gobbi
ex Consigliere comunale

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Facebook Comments