Cronaca
aprile 17, 2015 1947 Visualizzazioni

Imbrattato il chiostro dell’Abbazia di Chiaravalle

Imbrattato il chiostro dell’Abbazia di Chiaravalle

Dovrebbe essere il tempio della meditazione, del silenzio e della sobrietà invece il chiostro dell’abbazia cistercense è sempre più abbandonato a se stesso e sempre più sporco e malandato.

L’ultimo di una serie per nulla edificante di episodi di brutture e degrado è avvenuto la sera di mercoledì scorso quando la mano ignota di un presumibilmente giovane farabutto ha vergato in rosso scarlatto una frase che ha imbrattato per alcuni metri il muro già sporco e malconcio del chiostro. Il giovane spasimante balordo probabilmente frequenta con assiduità il luogo con la sua innamorata visto il contenuto del suo scritto indirizzato alla sua “piccolina”, a cui ha aggiunto anche la data “15/03/2015”.

Un luogo che dovrebbe essere sorvegliato e gelosamente custodito è in preda ai vandali: sporcizia, cartacce, muri sbrecciati, murales beceri, disegni e scritte fanno brutta mostra di loro all’interno del chiostro. In una zona che è ora al centro di polemiche e di indagini della magistratura ma che non è mai stata difesa né ristrutturata nel corso degli anni. Tanto che il degrado la fa da padrone anche nell’area ex Fintecna, che sorge in pieno centro storico tra viale Montessori e piazza Garibaldi, l’abbazia ed il chiostro. E’ di questi giorni la polemica sull’opportunità o meno di costruire in quel luogo un supermercato come chiesto dalla Servizi srl, proprietaria dell’area, che vorrebbe anche bonificare il sito con verde pubblico, parcheggi, un cinema da cento posti e, se possibile, un ristorante. Sia il sindaco Costantini che tutti i partiti si stanno esprimendo contro il progetto.

Intanto, però il chiostro è sempre più in mano ai vandali dopo che anche in passato sono accaduti all’interno del sito abbaziale episodi gravi e dopo che per qualche tempo è stato anche utilizzato come parcheggio di autoveicoli. All’interno ci sono anche le sedi di alcune associazioni ed enti.

di Gianluca Fenucci

2 Commenti

  • La storia si ripete. Quando si realizzarono i palazzoni di via 25 aprile ai “babbalotti” (le cui mamme sono sempre feconde) si disse che se si costruivano i palazzi si sarebbero eliminate le pentegane. Pare che le pentegane siano ancora presenti vicino piazza delle erbe ed altri luoghi affini. Se volete vedere lo scempio che esisteva prima dell’acquisizione da parte del comune del chiostro (ora non si sa di chi sia la proprietà? ci siamo dimenticati della convenzione per 99 anni) ho in archivio un video girato circa 35 anni fa quando la proprietà era dei Monopoli. E proprio grazie a quel video che poi siamo riusciti ad acquisire il chiostro o come si chiamava allora l’ex agenzia Tabacchi. Per favore non confondete una scritto d’amore spacciandolo per pentegane. Se analogo amore come quella scritta ( vi fosse stato ieri e oggi molto di più) per la nostra città non staremo a scontrarci in modo occulto o palese ; ovvero tra chi evoca nuove pentegane e chi vuole una città amata e rispettata, magari con una scritta all’inizio del territorio comunale: “amiamo la nostra città”.
    Gianni Aquili

  • Il chiostro, caro Gianni, fa schifo e non solo per la scritta apparsa di recente. E la parrocchia non ha acquisito TUTTO il chiostro ma solo la sala dei conversi e pochissimi altri locali. E del resto vogliamo parlare?

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