Cronaca
dicembre 28, 2014 2805 Visualizzazioni

Il drammatico racconto della sorella di Giancarlo Sartini

Il drammatico racconto della sorella di Giancarlo Sartini

Sono scesa di sotto alle 6,30, ho suonato alla porta dell’appartamento di Giancarlo come faccio tutte le mattine prima di andare al lavoro perché voglio sincerarmi delle sue condizioni di salute e se ha bisogno di qualcosa. Oggi (ieri n.d.r) però lui non ha aperto ed allora ho usato le chiavi che possiedo per aprire la porta della sua casa”.
Carla Sartini, 49 anni, cinque meno del fratello Giancarlo, racconta con l’angoscia nel cuore e la voce rotta dal dolore i momenti terribili che ha vissuto ieri mattina mentre era in procinto di recarsi al lavoro. Carla abita nello stesso palazzo di via Circonvallazione 25 dove viveva il fratello Giancarlo. Lui al primo piano, nell’appartamento che divideva con la mamma Ilvana, scomparsa da qualche anno, lei appena un piano più su.

Il racconto di Carla, che lavora come commessa in un supermercato di via della Pace, è drammatico. “Una volta entrata nella sua camera da letto mi sono trovata di fronte ad una scena terrificante: Giancarlo era disteso sul letto, mi pare su un fianco, con la testa piena di sangue e gli schizzi di sangue sul muro e un po’ dappertutto. Non l’ho toccato ed ho chiamato prima il 118 ed in un secondo momento i carabinieri anche perché pensavo fosse ancora vivo”.

Carla Sartini è una donna semplice e sobria, conosciuta ed apprezzata a Chiaravalle dove, fin da ragazza, aveva lavorato alla “Casa del Formaggio” per poi, 6 anni fa, essere assunta nel discount di via della Pace. Una donna sensibile e gentile che da 8 anni può dar sfogo alla sua passione per il canto, facendo parte della Corale Santa Maria in Castagnola e che aveva a cuore la salute ed il benessere del fratello maggiore. Ecco perché tutte le mattine e le sere andava a bussare alla porta di Giancarlo per salutarlo e chiedergli se avesse necessità di qualcosa. “Giancarlo aveva degli oggetti d’oro addosso e non mi hanno ancora detto se è stato rubato qualcosa – continua Carla – ma ho visto che la sua camera era ancora in ordine mentre quella dove dormiva nostra madre era a soqquadro e sottosopra. Spero davvero che gli inquirenti mi diano risposte concrete e certe: Giancarlo era un solitario ed un buono ed è incredibile sia morto così!”.

Nel palazzo di via Circonvallazione nessuno ha sentito rumori né grida di aiuto né lamenti. Le persone che arrivano nell’androne pieno di forze dell’ordine e di giornalisti sono frastornate e parlano di un uomo buono e tranquillo. “Abito al quarto piano – dice il consigliere comunale Mattia Morbidoni – eppure non ho sentito nulla. Vedevo ogni tanto Giancarlo e non posso pensare avesse nemici visto il suo carattere schivo e tranquillo”. Mario Belardinelli, che abita con la moglie nel palazzo, parla di una persona mite che aveva problemi di deambulazione. “Lo vedevo praticamente tutti i giorni – dice Mario Carloni, anche lui residente in via Circonvallazione 23 – e non mi capacito che non ci sia più e lo abbiano ammazzato: chi può averlo ucciso, visto che non poteva avere grandi ricchezze e non avrebbe mai fatto male a nessuno?”.

di Gianluca Fenucci

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