Cronaca
dicembre 31, 2014 1820 Visualizzazioni

Il 2 o il 3 gennaio il funerale di Giancarlo Sartini

Il 2 o il 3 gennaio il funerale di Giancarlo Sartini

La salma di Giancarlo è sbloccata; ce lo hanno comunicato i carabinieri intorno alle 17,30 di ieri ma il medico legale deve ancora apporre delle firme su alcuni documenti. Siamo a disposizione dei carabinieri ed attendiamo da loro disposizioni”.
Carla Sartini, la sorella del povero Giancarlo, può almeno pensare ad organizzare la cerimonia funebre e gli adempimenti di rito. “Presumibilmente – dice Carla, sempre molto disponibile pur in giorni davvero tristi e tremendi per lei ed i suoi familiari – il funerale si svolgerà nell’abbazia di Chiaravalle venerdì 2 gennaio ma potrebbe anche slittare a sabato 3. Questa mattina i carabinieri verranno a riaprire la porta di casa di Giancarlo perché devono chiudere la valvola delle tubature del gas e poi sigilleranno nuovamente l’appartamento. Nell’occasione potremo almeno prendere un abito di Giancarlo per la vestizione in previsione del funerale”.

E’ una donna forte e dignitosa Carla Sartini che soffre in silenzio per l’atroce morte dell’amato fratello. Giancarlo aveva quattro anni più di lei ed abitava ormai da solo nell’appartamento al primo piano di via Circonvallazione 25 sottostante quello della sorella.
Giancarlo in quella casa aveva abitato con la madre Ilvana, morta nel settembre del 2012 e precedentemente anche col padre deceduto 12 anni fa. Per quel fratello maggiore Carla nutriva un affetto sincero e materno e si preoccupava delle sue condizioni di salute, divenute col tempo preoccupanti: Giancarlo camminava e respirava a fatica tanto che di notte faceva uso di un particolare apparecchio che lo aiutava ad incamerare ossigeno.
Il mattino, prima di recarsi al suo lavoro di commessa presso il supermercato Sma di via della Pace, Carla Sartini faceva visita regolarmente a Giancarlo per vedere se aveva bisogno di qualcosa e sincerarsi delle sue condizioni di salute. Ed anche la sera spesso suonava al campanello di Giancarlo per salutarlo e verificare che tutto fosse a posto. Fino al mattino di quel maledetto sabato 27 gennaio quando non avendo ricevuto risposta dal fratello Carla aveva aperto con la sua chiave l’appartamento del primo piano. Tremenda e drammatica le si era presentata davanti una scena che Carla non dimenticherà mai più: il povero fratello, disteso sul letto ed adagiato sul fianco sinistro, con la testa piena di sangue che aveva anche imbrattato il muro. La vita di un uomo buono e tranquillo spezzata dalla ferocia assurda di un killer spietato. “In quel momento mi si è fermato il cuore – dice Carla – ed è volata via anche una parte importantissima della mia vita”.

di Gianluca Fenucci

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