Cronaca
maggio 29, 2015 3180 Visualizzazioni

Disoccupato vive in garage: “Dimenticato da famiglia e istituzioni”

Disoccupato vive in garage: “Dimenticato da famiglia e istituzioni”

Una storia di ordinaria disperazione, di povertà, di dolore. E’ la storia di Roberto Pellonara, 55 anni, originario di Ancona che vive a Chiaravalle dal 1975. “Vivo? – dice con amara ironia Pellonara – Più che altro sopravvivo! Sono costretto a stare in un garage, dove non c’è acqua calda, dove non c’è un frigorifero, dove ho un vecchio materasso buttato per terra e dove sono costretto a mangiare su una tavola da lavoro larga mezzo metro”.

E’ dignitoso nel suo dolore Roberto Pellonara. Mantiene una certa accuratezza nel vestire, una cura del corpo, nonostante le gravi difficoltà. “Devo ringraziare la moglie di un amico che mi lava gli indumenti. Per dissidi familiari non posso vivere con mia sorella e la mia anziana madre”.

E’ indignato ed arrabbiato ma solo con la sorella e le istituzioni. “Mia sorella dovrebbe mettersi una mano sulla coscienza ed in comune dovrebbero fare altrettanto. Sono stato ben sei volte in municipio: il sindaco non mi ha mai ricevuto e mi ha dirottato dal vicesindaco che, a sua volta, mi ha indirizzato da due assistenti sociali. Mi sento solo preso in giro perché io non ho mai chiesto elemosine e non volevo certo privilegi”.

Pellonara è un bravo lucidatore di metalli; ha lavorato per 26 anni nella ditta Raggetta di Torrette e Collemarino dove si occupava di cromature e zincature e poi alla Caimi 2 dove per mancanza di ordinazioni è stato licenziato dopo appena un anno. “Il 9 luglio 2008 è stato il mio ultimo giorno di lavoro: da quella data ho ricevuto solo porte chiuse in faccia. Non c’è lavoro per chi ha più di 50 anni e questo mi fa male. Mi sento trattato come un rottame e dal comune di Chiaravalle ho ricevuto solo dinieghi. Eppure mi sono adattato anche a piccoli lavori come distribuire i volantini pubblicitari per pochi euro. Il comune aiuta tutti: a molti danno case e soldi, libri e sussidi. A me non hanno mai dato nulla perché dicono che non ne ho diritto visto che risulta ancora che vivo con mia madre e mia sorella. Ma non è così!”.

Il garage di via Verdi nasconde una drammatica verità. Un bagno che bagno non è, un materasso gettato a terra tra la polvere e gli scatoloni. Pellonara è costretto a mangiare solo insaccati perché non ha il frigo. Di la sulla strada corre la vita e macchine sportive da far invidia. “Tra poco dovrò vendere anche la mia vecchia e piccola utilitaria per poter almeno mangiare e sopravvivere”.

di Gianluca Fenucci

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