Cronaca
gennaio 20, 2015 1938 Visualizzazioni

Continuano le indagini a Chiaravalle dopo l’omicidio Sartini

Continuano le indagini a Chiaravalle dopo l’omicidio Sartini

Un continuo, incessante, andirivieni di carabinieri, specialisti dei Ris, investigatori. L’androne del palazzo di via Circonvallazione 23 ieri è stato è costantemente presidiato dalle forze dell’ordine che non faceva passare nessuno che volesse indirizzarsi verso l’appartamento del povero Giancarlo Sartini al primo piano ma anche verso quello di Nicolae Cornel al quarto.

Per tutta la mattinata e per gran parte della giornata i Ris hanno scandagliato minuziosamente la casa di Sartini in cerca di prove decisive per la colpevolezza del ventiduenne rumeno. La gente che risiede nello stabile vive in uno stato di chiara difficoltà e comincia ad essere esasperata della presenza di giornalisti, telecamere, fotografi vive male anche questo continuo afflusso di carabinieri e forze dell’ordine.

Roberto D’Amore, il compagno di Carla la sorella del cinquantatreenne ucciso nella notte tra il 26 ed il 27 dicembre, è gentile come sempre ma è chiaramente infastidito dall’assedio dei media. “Non sappiamo ancora nulla – dice educatamente – non ci hanno ancora confermato né detto. Aspettiamo come tutti e speriamo che trovino le prove per definire il quadro e mettere la parola fine ad un dramma che ci ha coinvolti emotivamente e che ci ha cambiato la vita”.

Anche altri inquilini del palazzo mettono in evidenza come in quella casa abitino persone perbene e che invece qualcuno abbia cominciato a mettere in giro la voce che il palazzo sia occupato da molti irregolari. “Molti di noi sono anziani – dice una signora che abita sullo stesso pianerottolo dell’appartamento della vittima – e vivono in questo palazzo da decine di anni. Non ci siamo accorti di nulla e tutto ciò che dovevamo dire lo abbiamo detto agli inquirenti. Questa continua attenzione per le nostre vite, questa mancanza di serenità ci coinvolge quotidianamente. Conviviamo con la pressione e non è semplice, soprattutto per i tanti anziani che risiedono in questo edificio”.

I Ris continuano le indagini ma nulla trapela. Si cercano elementi, non solo eventuali tracce o macchie di sangue ma anche frammenti di tessuto, di lana, di fibre. Alcuni ci dicono che non ci sono novità ma anche se ci fossero non sarebbero certo divulgate ai quattro venti e verrebbero mantenute nel più stretto riserbo. Quest’atmosfera di incertezza e dubbio si diffonde e si respira anche nei gesti, nei comportamenti di chi vive nel palazzo. Anche chi difendeva il giovane rumeno e lo ricordava come un ragazzo dedito al lavoro e gentile e puntuale nel suo rapportarsi coi clienti dell’ingrosso di ortofrutta di via Sanzio, alla luce delle intercettazioni è assalito dal dubbio e tutti attendono novità. E mentre aspettiamo, sulle scale del palazzo di via Circonvallazione facendo la spola tra l’ingresso e l’adrone, che qualcuno ci metta al corrente di novità attese e definitive, un giovane che abita nella zona e che sta andando a prendere il treno nella vicina stazione cita un aforisma da Il Cacciatore di Aquiloni che coglie nel segno e descrive meglio di mille parole l’atmosfera che si respira. “E’ meglio essere feriti dalla verità che consolati da una menzogna”.

di Gianluca Fenucci

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