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gennaio 30, 2015 908 Visualizzazioni

Biagio alla prova Tolentino, Fenucci: “Questo è il momento di mordere”

Biagio alla prova Tolentino, Fenucci: “Questo è il momento di mordere”

Non si può negare, nella ultime giornate la Biagio non sta attraversando un momento particolarmente fortunato, perchè se è vero che non perde ormai dallo scorso dicembre, è altrettanto vero che non sta raccogliendo quanto avrebbe potuto e, non ce ne vogliano Portorecanati e Urbania, anche dovuto.
Non si nasconde Gianluca Fenucci, che, intervistato dal sito ufficiale della Società, ammette come “sarebbe piaciuto a tutti aver vinto le ultime due patite interne, così non è stato. È innegabile che abbiamo commesso errori, ma come ho detto ai ragazzi ci sono momenti in cui bisogna venir fuori come gruppo e questo è uno di quei momenti. Bisogna mordere, agonisticamente parlando, perché si vince con la motivazione, con la determinazione, con la grinta più che con la tecnica. Dai miei pretendo questo tipo di mentalità”.

Al Comunale domenica arriverà il Tolentino, storicamente avversario molto ostico per rossoblu, ma nonostante la Biagio non ci arrivi nelle condizioni migliori, Fenucci non fa drammi. “Diciamo che non siamo messi benissimo. Giampieri e Giovagnoli sono squalificati, Magi e Silvestrini, due elementi che avrebbero occupato la casella degli ‘Juniores’, ugualmente non saranno della partita. Cecchini pure non sta bene, perché in questa settimana non si è mai allenato. Faremo di necessità virtù. Probabilmente andremo avanti con Falcetelli, che peraltro finora ha fatto la sua parte, poi definirò la squadra in un certo modo in considerazione degli “under” che potrò mandare in campo. In ogni caso, non stravolgeremo niente, neppure in difesa. Medici potrebbe fare il centrale e Domenichetti il terzino, ruolo che peraltro ha ricoperto molto spesso. Sì, diciamo che il numero di giocatori disponibili è esiguo, ma non drammatizziamo. Undici elementi li troverò di sicuro. Non demordiamo: per sabato è prevista una rifinitura pomeridiana, sì da poter utilizzare anche i ragazzi che al mattino vanno a scuola, poi deciderò. Stiamo parlando di calcio, per fortuna le cose serie sono altre, tutto va preso con il sorriso in bocca”.

Elemento ancora un pò sconosciuto (anche se con la casacca de Corridonia si era fatto ben conoscere al Comunale) Mbaye continua a non essere impiegato quanto e come la Società sperava al momento del suo tesseramento. “Non è un caso, è un problema fisico. Max non sta benissimo, ma probabilmente non era al meglio fin dall’inizio. Ci mette tanta buona volontà, ma non è mai stato nella condizione ottimale. Pensavamo che a livello atletico, soprattutto per via del fisico possente, potesse aiutarci di più, anche perché in avanti non abbiamo tante carte da giocare”.

Domenica si diceva dell’arrivo a Chiaravalle del Tolentino, dove i fratelli Fenucci hanno lasciato il segno qualche stagione fa. “Nel calcio si va avanti e non si può vivere di ricordi. A Tolentino ho allenato nel ’02-’03. La stagione non finì bene a livello personale. Fummo primi in classifica per 25 giornate. Avevo a disposizione tanti ragazzi della Primavera della Fermana che erano già stati con me l’anno precedente a Civitanova. Si trattò di una bellissima esperienza, con qualche mio errore, ma con un arricchimento notevole del mo bagaglio professionale di allenatore. In quanto a Giovanni, lui ha sempre lasciato un’impronta decisiva in tutti i luoghi in cui ha giocato. A Tolentino giocò per tre stagioni, non consecutive, ma la prima promozione in C2, con la sua rete decisiva nell’ultima giornata contro il Nereto, lo rende sicuramente uno dei protagonisti della lunga storia della società cremisi. Oggi la realtà è diversa per noi e per loro, ma è sempre una partita suggestiva, dal fascino particolare”.

Oggi la realtà si chiama Eccellenza, e mai come quest’anno il massimo campionato regionale è stato così equilibrato. “Mi piace molto proprio perché c’è tanto equilibrio. Il rammarico è che noi non riusciamo da diverso tempo ad essere a posto e poter dire la nostra, a stretto contatto con le battistrada. Ciò dipende da diversi fattori: dagli infortuni, dagli impegni di lavoro di qualche giocatore importante, che non ho a disposizione durante la settimana, dalle strutture, che non ci permettono di allenarci al meglio. Siamo una squadra di giovani, votata al sacrificio. Chiaravalle ha storia e passione: una Serie D potrebbe benissimo meritarsela, a condizione che intervenga qualche imprenditore locale ad aiutare di più la società, fatta di brave persone che ci mettono anche l´anima e alle quali non si può chiedere di più

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