Cronaca
febbraio 27, 2015 2547 Visualizzazioni

Aumento tariffe RSA, cresce la protesta a Chiaravalle

Aumento tariffe RSA, cresce la protesta a Chiaravalle

Neppure fosse un bel hotel tre stelle con tanto di centro benessere!”. Hanno pensato questo, più o meno, i familiari dei pazienti che vivono la loro durissima esistenza nella Residenza sanitaria per anziani all’interno dell’ospedale Montessori, quando hanno visto affissa al muro la nuova comunicazione che giungeva dagli organismi regionali, dell’aumento della tariffa giornaliera a carico degli utenti, fissata attualmente in 42,50 euro. La tariffa, occorre dirlo a chiare lettere, non è valida solo per la Rsa di Chiaravalle ma per tutte quelle della regione Marche e quindi gli effetti sono generalizzati così come le proteste.

Eppure – dicono molti familiari dei pazienti ricoverati presso la Rsa chiaravallese – si dovrebbe venire incontro agli anziani. Tutti fanno un gran parlare di terza età, di aiutare le persone in difficoltà, le categorie più deboli della società, specialmente gli anziani, poi questi sono i risultati concreti a parte le mille chiacchiere inutili”.

Precedentemente, fino al 31 dicembre 2014, la tariffa era di 33 euro giornalieri per i residenti della Rsa ed era già un bel sacrificio che molte famiglie riuscivano ad ammortizzare a stento. “Con quale criterio – dicono i familiari degli anziani – si è giunti a farci pagare ben 9,50 euro in più al giorno, con un incremento immediato del 30 per cento? I vertici della sanità regionale non capiscono che ci troviamo così a pagare ben 300 euro in più al mese? Non riescono a comprendere che la retta mensile raggiunge costi elevatissimi che si aggirano sui 1320 euro, spese che le famiglie non riescono a sostenere!”.

A chi è ricoverato nelle Rsa regionali, e quindi anche a Chiaravalle, oltre al vitto, nella retta vengono garantite l’assistenza medica, gestita da medici di base, quella infermieristica e quella degli operatori sanitari. Ma poco d’altro, anzi praticamente nulla, visto che i medicinali, i pannoloni, le traverse ed altri generi di prima necessità necessari al benessere dell’anziano devono essere pagati dagli utenti e, quindi, sono a carico esclusivo delle famiglie. La tariffa, come è scritto nel comunicato dell’assessorato alla sanità regionale, va applicata dal 1 gennaio scorso anche ai pazienti ricoverati dal 2014 per i quali, terminati i primi 60 giorni senza oneri, è già stata autorizzata una proroga del ricovero in regime di compartecipazione della spesa.

Sta diventando un lusso – affermano amareggiati i parenti dei pazienti – essere ricoverati nelle Rsa. Non tutti già se lo potevano permettere: con la tariffa giornaliera innalzata a 42,50 euro saranno ancora meno, per non parlare poi della necessità di avere spesso a disposizione delle assistenti civili e delle badanti che assistano i nostri anziani e che naturalmente contribuiscono a far lievitare i costi del bilancio familiare. E’ chiaro che questa non è una critica alla Rsa di Chiaravalle, dove medici, infermieri ed operatori lavorano bene ma crediamo che chi di dovere dovrebbe ripensare a questo tipo di interventi e dovrebbe limitare le maggiorazioni a pochi euro non al 30 per cento in più!”.

di Gianluca Fenucci

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