Politica
aprile 13, 2015 1004 Visualizzazioni

Apertamente Chiaravalle: “Qualche domanda al sindaco Costantini sull’Area Fintecna”

Apertamente Chiaravalle: “Qualche domanda al sindaco Costantini sull’Area Fintecna”

In attesa della convocazione del Consiglio Comunale aperto, vogliamo evidenziare alcuni elementi peculiari della vicenda Fintecna.

Il primo articolo del Resto del Carlino è uscito il giorno 6 aprile 2015; le critiche in merito alla cessione di parte del chiostro alla parrocchia di Chiaravalle erano già state sollevate nel 2010 dal gruppo consiliare di opposizione la Sinistra l’Arcobaleno, area politica dalla quale, si badi bene, proviene l’attuale sindaco Costantini (più volte il medesimo, che non ha di certo riferimenti politici e culturali negli esponenti del centrodestra, ha infatti dichiarato di essere stato all’opposizione durante l’ultima giunta Montali).
Ricordiamo inoltre che il sindaco Costantini è sostenuto dalla maggioranza a guida PD, partito al quale è riconducibile l’intera operazione Fintecna (e qui già qualche dubbio…??!!).

È noto che il PD di Chiaravalle non sia in rapporti idilliaci con il sindaco Costantini e che al suo interno abbia una forte spaccatura fra la vecchia classe dirigente e la parte Renziana dei consiglieri di maggioranza.

Alcune domande vorremmo porre pertanto al primo cittadino:
1) Sig. Sindaco, come mai nel 2010 Lei che “era all’opposizione con la Sinistra L’arcobaleno”, la quale si dichiarava contraria all’operazione della costituzione del diritto di superficie sul Chiostro in favore della Parrocchia, oggi è invece alleato proprio con quel partito che è il maggiore fautore di quelle scelte politiche, che sono oggetto di indagine da parte della magistratura?
2) Come affronterà la questione Fintecna con il PD che ne è stato l’ideatore politico?
3) E come è stata gestita durante gli accordi preelettorali questa intricata vicenda, se è vero che nel programma della lista Chiaravalle Bene Comune è scritto che “la riqualificazione dell’area Ex Cral e del Consorzio Agrario, dovrà essere ripensata con l’aiuto di tutti, delle forze culturali collettive e dei singoli cittadini e dovrà prevedere anche la presenza di strutture e locali, di proprietà comunale, per l’espletamento di attività culturali, sociali, assistenziali a favore soprattutto delle famiglie che risiedono in tale contesto, con conseguente creazione di condizioni a favore della sicurezza ed integrazione sociale”?
4) E come la affronterà con la cittadinanza?

Che il comune riacquisti l’area Ex CRAL è fortemente auspicabile, ma andrebbe valutato in che modo ed in che tempi, ricordando che per avere un acquirente, serve anche un venditore, cioè la Servizi srl! E non dimenticando che ci vogliono un bel po’ di quattrini.
Ed il Comune li ha tutti questi soldi, dopo aver speso quasi un milione di euro per le asfaltature e continuando a spendere centinaia di migliaia di euro all’anno per la gestione post mortem della discarica?
E non dimentichiamo inoltre che ci sono anche altre priorità da affrontare: ad esempio le nostre strutture scolastiche necessitano di adeguamenti sismici, di interventi di efficientamento energetico e di adeguamento normativa prevenzione incendi per € 1.350.000 circa (come da programma triennale delle opere pubbliche).

Quindi, nell’ottica del fare (tanto auspicata in questo frangente caratterizzato dalle inchieste giudiziarie), perché non iniziamo a mettere mano anche al problema dell’edilizia scolastica, alla rivalutazione dell’area del consorzio, del campo boario, al rifacimento delle strutture sportive, alla cura del decoro urbano, al sostegno alle famiglie in difficoltà etc etc.

Ma prima di tutto occorre confrontarsi sulle proposte e soprattutto valutarne la fattibilità (soprattutto dal punto di vista economico), discutendone nelle sedi istituzionali e con i tecnici degli uffici comunali (suvvia, qualcuno all’altezza ci sarà pure……, sempre che il Sindaco Costantini, o chi per lui, legittimi una tale scelta) e capire a fondo le questioni, non solamente proclamare la cultura del fare!
In caso contrario, si rischia di cadere nella più becera demagogia.

Ben venga allora la convocazione di un consiglio comunale aperto, per la partecipazione democratica al confronto costruttivo e dialettico, anche con la cittadinanza.

dal Gruppo Consiliare ApertaMente
Ettore Togni
Stefano Tanfani 

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