Politica
febbraio 14, 2015 1365 Visualizzazioni

Andrea D’Ascanio (FI) scrive una lettera aperta al Sindaco

Andrea D’Ascanio (FI) scrive una lettera aperta al Sindaco

Allora, Signor Sindaco, la Sua arrogante sicumera si è infranta contro la dura realtà della cronaca nera della nostra città? Dopo una raffica di furti nelle abitazioni, un omicidio, una cruenta rapina con ostaggi nel giro di pochi giorni, Lei oggi parla ai Suoi concittadini di “sconcerto e paura”? Ma fino a ieri, a chi (e noi tra questi) sottolineava preoccupato la precarietà e la pericolosità della convivenza civile a Chiaravalle, Ella rispondeva con sufficienza e malcelato sarcasmo.

Certamente è un brutto risveglio, il suo. Nel corso del Suo attuale mandato di primo cittadino, Lei sta assistendo indifferente, quando non accompagnando, al degrado sociale ed economico della nostra città, una volta prospera e sicura, dove l’accoglienza era scandita dalle opportunità di lavoro, dignitoso e operoso. Questo quadro è stato silenziosamente ma sistematicamente modificato dalla morte di ogni attività di impresa pubblica e privata che erano il vanto e la ricchezza della nostra città, nell’indifferenza dei partiti di governo locali.

La Sua Amministrazione e il Suo personale ruolo di Sindaco che in verità sembra sempre più assomigliare, nella forma e nella sostanza, a quella di un podestà, ha continuato a lasciare che la comunità chiaravallese si riempisse di una moltitudine di persone di incerta professione ed oscuro reddito, parte della quale ozia quotidianamente nei bar e nei circoli della città. Ma, come dicevano gli antichi, l’ozio è il padre del vizio. Ed è ormai percezione diffusa che la nostra città sia divenuta luogo di spaccio di sostanze stupefacenti di varia natura, in luoghi pubblici e addirittura davanti, quando non dentro, istituti scolastici. Un bel futuro davvero per i nostri giovani.

Certamente questa opera è iniziata, o meglio è stata favorita dalle precedenti Amministrazioni, sulla carta, ma solo sulla carta, coerenti politicamente con la Sua, ma, come sempre accade nella vita e nella storia, ad un certo punto, “i nodi vengono al pettine”, nel nostro caso, brutalmente. Lei aveva annunciato, nella Sua campagna elettorale che avrebbe voltato pagina ed impresso un cambio di passo alla vita della nostra città. Ora sembra starsene asserragliato nelle Sue stanze, contornato da pochi, apparentemente fidati funzionari e si concede solo raramente e fugacemente al contatto con il popolo che pure ha dichiarato di voler ben rappresentare.

Ricorda? “Chiaravalle, bene comune”. Nessun progetto organico di sviluppo è uscito dalle Sue stanze, nessuno scenario che ridia un futuro al progresso sociale ed economico è stato, seppur lontanamente abbozzato, solo qualche lampione pubblico sostituito, qualche buca stradale rattoppata, qualche marciapiede messo in sicurezza. Ma questa è ordinaria amministrazione che qualunque ufficio tecnico comunale può realizzare. La politica è un’altra cosa: è intuire e progettare un futuro per la comunità che si vuol amministrare, prevedendo le necessità dei cittadini, garantendo, con un sano sviluppo, la sicurezza e l’armonia della loro vita. Ella invece ora prospetta di militarizzare la nostra città sollecitando l’aumento e la presenza del numero degli addetti alla forza di polizia, cercando così di scaricare ancora una volta, in questo caso le forze dell’ordine, gli effetti della Sua incapacità di ben governare il nostro popolo. Chiaravalle non ha un problema di ordine pubblico, ha urgente bisogno di una seria, coerente e sana politica che preveda le esigenze ed i bisogni dei suoi cittadini, li affronti e li risolva.. Egregio Sig. Sindaco non si può amministrare una città, se non la si ama! Dovrebbe trarne le debite conclusioni, ma siamo certi che, ahi noi, non lo farà!

da Andrea D’Ascanio Coord. Comunale F.I.

1 Commento

  • Non solo sicurezza ma anche sanità è la dimostrazione di fallimento per una totale mancanza di disegno programmatico. Ora che per legge nazionale vengono tagliati ulteriormente il numero di posti letto sia per acuti che per lunga degenza e proposti gli ospedali di comunità (chiamiamoli anche case della salute) gestiti dai medici di medicina generale e infermieri, possiamo solo sperare in un nuovo ricorso al TAR del nostro sindaco per risolvere il problema del fu ospedale di Chiaravalle?
    Siccome però i medici vanno preparati a questo lavoro, passi che l’annunciatore Renzi annunci di nuovo per poi non rendere operativo l’annuncio. Ma l’altro bulletto di paese avrebbe avuto di tempo due anni per fare una cosa utile al comune di Chiaravalle e ad un vasto territorio della bassa vallesina!

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