Cronaca
gennaio 12, 2015 2628 Visualizzazioni

Ancora stupore a Chiaravalle dopo l’arresto di “Nica”

Ancora stupore a Chiaravalle dopo l’arresto di “Nica”

Non posso pensare che quel ragazzo così dedito al lavoro, così preciso e puntuale nella sua occupazione all’Ortofrutticola Chiaravallese sia un assassino, un killer freddo ed implacabile che ha ucciso con tanta ferocia una persona inerme”. La riflessione è di una distinta signora chiaravallese cliente abituale dell’ingrosso di via Sanzio dove lavorava con impegno e professionalità Nicolae Cornel. Sono in moltissimi a pensarla così. Nel lavoro, durante la giornata, quel ragazzo rumeno di 22 anni che da 10 è in Italia, dimostrava di essere una persona seria ed affidabile.

E chi lo conosce fa fatica ad immaginarsi che “Nica” possa aver ucciso; che sia proprio lui l’assassino di Giancarlo Sartini. “Avranno certamente le prove – dicono Maurizio Talevi e la moglie Barbara, titolari dell’Ortofrutticola Chiaravallese – lo hanno interrogato spesso nell’ultima settimana eppure non riusciamo a vederlo come un assassino. Anche il fatto che si apprestasse a fuggire ci lascia interdetti: da un mese – dall’inizio di dicembre – aveva concordato di andare in ferie il 10 gennaio d’accordo con gli altri operai che lavorano da noi”.

Forse il giovane rumeno aveva una doppia vita? Qualcuno ipotizza che avesse alzato un po’ il gomito quella sera di Santo Stefano come accadeva spesso nei giorni festivi. “E quando bevono sono fuori controllo – dice il titolare del bar della Torre – diventano violenti e pure pericolosi”.

Eppure chi vive nel palazzo di via Circonvallazione dice che nell’appartamento dove viveva “Nica” Cornel le notti ed i giorni trascorrevano abbastanza sereni. Non c’era caos, non si percepivano urla o screzi. Carla, la sorella del povero Giancarlo Sartini non è in casa: alcune amiche l’hanno fatta uscire e le hanno fatto trascorrere un pomeriggio diverso in modo da alleviarle il dolore.

C’è però il compagno Roberto. “Ogni tanto mi incrociavo col quel ragazzo – dice – e una volta al bar ci avevo scambiato qualche riflessione sulla Romania, visto che mi reco spesso lì per curarmi i denti e quel Paese mi piace ed è pieno di gente buona. Tutto potevamo pensare ma non che fosse lui. Un ragazzo, una persona così giovane, che vive qui da un anno e che sembrava ben integrato: come si può ipotizzare che possa uccidere con quella freddezza e con quella crudeltà! La sera di venerdi, verso le 21, stavo rientrando a casa: stavo aspettando l’ascensore e quando si è aperta la porta mi sono trovato di fronte il rumeno ammanettato ed attorniato da carabinieri in borghese che lo avevano prelevato dal lavoro e lo avevano accompagnato a casa per prendere poche cose. Sono rimasto davvero sconcertato e sorpreso. Io e Carla vogliamo ringraziare i carabinieri, gli investigatori, i Ris per il loro impegno, la solerzia e la meticolosità che hanno messo nel risolvere il caso: grazie perché in pochi giorni sono riusciti a dare una risposta alle nostre domande”.

di Gianluca Fenucci

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Facebook Comments